mercoledì 20 settembre 2017

7ª Tappa Blogtour: "The Stone - La Settima Pietra" di Guido Sgardoli


Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo giorno  uggioso mentre mi accingo a fare le ennesime correzioni alla tesi, vi propongo un blogtour a cui tengo un sacco un sacco perché il libro chiave è uno dei più belli letti quest'anno.

Oggi, Ohmacheansia ha il piacere di ospitare sul blog la  settima tappa del Blogtour dedicato a 'The Stone - La settima pietra' di Guido Sgardoli.
(Uscito il 12 settembre in tutte le librerie per Piemme a € 18,00)

Un evento organizzato in collaborazione con altri fantastici blogger di cui vi consiglio le tappe e le recensioni.

Innanzitutto di seguito troverete il calendario con tutte le tappe.



Ma ora bando alle ciance e ciancio alla bande e veniamo subito alla mia tappa!
E' una tappa un po' particolare e variegata.
Cioè cosa sarebbe The Stone se fosse: ...?

 E SE THE STONE FOSSE...?

Una serie TV: Stranger things / Twin Peaks, chi non conosce queste due serie tv? La prima ha avuto un successo stratosferico in pochissimo, la seconda è un cult del thriller e del mistero. Non potevo, dunque, non scegliere questi due telefilm

Un film: I Goonies, film cult degli anni '80 in cui un gruppo di ragazzini un po' strani e sfigati si ritrova coinvolto in una serie di avventure bizzarre

Un colore: il camouflage, e quindi tutte le sfumature di verde, beige, marrone, nero che rappresentano i paesaggi della fredda Levermoir, senza però dimenticare i colori più scuri ed algidi che tingono il mare, amico e nemico della popolazione 

Un fiore: 'un fiore rosso', magari una gerbera (?)

Un aggettivo: avvincente, questo romanzo è super avvincente. Ti tiene col fato sospeso, sei incollato alle pagine senza riuscire a staccarti, non riesci a liberarti di quella viscida sensazione dietro la nuca che qualcosa andrà storto. E' la cosa più bella che abbia mai letto!

Un suono: il rumore dell'oceano che si abbatte contro gli scogli. L'importanza del mare e della pietra è così fondamentale da rendere entrambi dei protagonisti. L'acqua è il mezzo, ma le pietre ricordano.

Un odore: l'odore acre, quasi dolciastro delle cose che bruciano. (Poi capirete perché)

Un fumetto: Come non citare PLUTONA di Jeff Lemire, in cui un gruppo di ragazzini si scontra contro qualcosa di inspiegabile e più grande di loro!

Una canzone: so che non c'entra una cippalippa perché la canzone in questione è collegata alla Scozia, ma la sua melodia credo si adatti benissimo anche all'Irlanda, e sto parlando della sigla di Outlander, che potete ascoltare qui


La tappa (un po' lunghetta e variopinta) finisce qui.
Cosa ne pensate delle mie scelte?
La recensione cercherò di registrarla quanto prima, ma sappiate che gli ho dato 5 stelline su 5 e che quindi sono super impaziente di parlarvene!



Bene, il post finisce qui, ma non perdete le altre tappe.
A risentirci cari svampitelli miei.


 
Con amore,
Svamps.

giovedì 7 settembre 2017

The Hate U Give [Little Infants Fucks Everybody] - Thug life ed esperienze dal ghetto, una delle storie più belle di sempre direttamente dalla penna di Angie Thomas

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Come potete ben vedere non sono morta, ma come al solito mi è preso uno dei miei picchi di follia e a giugno ho deciso di abbandonare baracca e burattini.
Questo a causa della tesi, delle correzioni andate un po' maluccio e della poca voglia di fare che avevo.
Ho deciso quindi di prendermi una pausa da tutto e di dare una mano a mio padre con il lavoro.
Risultato?
Credo di aver lavorato dalle 7.00 alle 19.30 per un mese e mezzo, leggendo praticamente zero (ma di questo parleremo meglio nei prossimi video del wrap up e dei preferiti del mese sul canale YT che potete trovare qui), poi da come avrete visto su IG sono partita per le vacanze e finalmente eccomi qui, quando dovrei studiare ma invece sono a scrivere una recensione.

Vorrei ringraziare la Giunti per avermi permesso di leggere questo libro fantastico CHE TUTTI DOVETE LEGGERE ASSOLUTAMENTE.

Sto parlando di:


 
[copertina italiana ed originale a confronto]



[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

TitoloThe hate u give - Il coraggio della verità
Titolo originale: The hate u give
Autore: Angie Thomas
Pagine: 416 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 30 Agosto 2017
Editore: Giunti Editore
Collana: Waves
Prezzo: € 14,00

Starr si muove tra due mondi: abita in un quartiere di colore dove imperversano le gang ma frequenta una scuola prestigiosa, soprattutto per volere della madre, determinata a costruire un futuro migliore per i suoi figli. Vive quasi una doppia vita, a metà tra gli amici di infanzia e i nuovi compagni. Questo fragile equilibrio va in frantumi quando Starr assiste all'uccisione di Khalil, il suo migliore amico, per mano della polizia. Ed era disarmato. Il caso conquista le prime pagine dei giornali. C'è chi pensa che Khalil fosse un poco di buono, perfino uno spacciatore, il membro di una gang e che, in fin dei conti, se lo sia meritato. Quando appare chiaro che la polizia non ha alcun interesse a chiarire l'episodio, la protesta scende in strada e il quartiere di Starr si trasforma in teatro di guerriglia. C'è una cosa che tutti vogliono sapere: cos'è successo davvero quella notte? Ma l'unica che possa dare una risposta è Starr. Quello che dirà - o non dirà - può distruggere la sua comunità. Può mettere in pericolo la sua stessa vita.


Partendo da titolo e cover, tutto è rimasto perfettamente uguale ed io non potrei esserne più felice perché lo sapete che per me è una gioia quando in Italia lasciamo le cose così come stanno. Pollice in su!

Ma veniamo a noi...Sono venuta a conoscenza di questo libro dal profilo di Rainbow Rowell (per chi non la conoscesse è l'autrice di Fangirl, Carry on, Eleanor and Park, Attachments, Landline, Kindred Spirits e novelle sparse); poco dopo la sua venuta in Italia (a Firenze precisamente, incontro che purtroppo non mi ha vista protagonista, ma che novità eh), pubblicò la foto del libro sul suo profilo e io me lo andai a cercare.
La trama mi intrigò molto ma ero in book ban e non lo presi.
(Lo misi comunque nel carrello sia di Amazon che di Book Depository, magari scendeva di prezzo, magari mi avanzavano dei soldi... eh!)

Poi qualche settimana fa ho saputo che la Giunti l'avrebbe pubblicato il 30 agosto e mi è stata data la possibilità di leggerlo in anteprima.
Vi chiederete allora perché ci ho messo una settimana a parlarvene.
Beh... la verità è che non sapevo bene come affrontare la recensione.
Ne faccio un video?
La scrivo?
Ne parlo per dieci minuti nel wrap up?
E quante cose posso dire senza spoilerare? Come posso parlare di tutto senza spoilerare anche lo stile di scrittura?
Insomma mi frullavano in testa mille pensieri, perché questo libro è così bello e così significativo e così profondo che non volevo rovinarlo con le mie solite cazzate e coi miei blablableri.

Parliamoci chiaro, la Giunti a differenza di altre CE, non pubblica molte cose, o almeno non molte che destano la mia attenzione perché magari non sono di mio gradimento, ma quando lo fa... ragazzi, vi strappa il cuore.

In principio fu Wonder (e Julian, e Charlotte e Christopher) e ora Starr Amara (Amara che nome stupendo)!
La storia è così reale, attuale, verosimile che sembra quasi 'banale'. 
Non fraintendetemi eh, non è per niente banale.
Ma la Thomas ha avuto la capacità di prendere uno spaccato di vita quotidiana, di quelli che sentiamo al tg delle venti, e renderlo un manifesto di coraggio e potere, potere nero!

Come avrete letto dalla trama, Starr è una ragazza 'divisa', è nera, viene dal ghetto, suo padre ha scontato una pena in carcere, ma nel contempo va in una scuola 'per bianchi ricchi' e passa quasi tutto il suo tempo a cercare di tenere lontani i suoi due mondi di modo che non collidano.
A scuola deve essere nera, ma 'non troppo nera'; non può ridere sguaiatamente, non può essere esuberante, non può fare praticamente nulla che non la faccia apparire agli occhi dei suoi compagni come la classica afroamericana incazzata che schiocca le dita e fa a botte.
Ciò non vuole cadere nel cliché.
Ma allo stesso tempo i suoi amici di infanzia la vedono come una nera che non vuole essere nera visto che si mischia ai bianchi, va in una scuola per bianchi ed ha smesso di frequentarli.

Il fatto è che i genitori di Starr fanno mille sacrifici affinché lei e i suoi fratelli studino in una scuola prestigiosa, per garantire loro un futuro migliore, ma soprattutto per tenerli lontani dal degrado in cui vivono (più volte infatti la mamma di Starr esprime il proprio desiderio di andarsene e trasferirsi in un altro quartiere).

Le frequenti sparatorie, le risse tra gang, lo spaccio di droga sono i padroni della zona e la gente ormai ci è così abituata che ha smesso perfino di indignarsi.
Per farvi un paragone blando: immaginate quello che vi fanno vedere alla tv sulla periferia di Napoli o tutto quello che mostrano in Gomorra, togliete i napoletani, metteteci i neri e avrete il quadro completo della situazione.
E Starr praticamente è come se vivesse a Scampia ed andasse a scuola al Vomero o a via Chiaia, magari all'Istituto Pontano; con la differenza però che in tutta la scuola ci saranno si e no cinque persone di colore in tutto e quindi spicca tra tutti gli altri come un faro in mezzo alla tempesta.

Tutti questi conflitti interiori cosa fanno?
Si moltiplicano a dismisura fino ad esplodere quando un episodio spiacevole coinvolge Starr e il suo più caro amico d'infanzia Khalil.
Starr è ad una festa (alla quale non voleva neanche andare) con la sua amica Kenya (amica nera del quartiere) e mentre ci sta facendo due palle con i suoi pipponi mentali, scorge Khalil e chiacchierano un po'.
I due ragazzi, causa adolescenza/ambienti diversi, si sono ovviamente allontanati col tempo, (su Khalil inoltre girano brutte voci, vi lascio immaginare)ma ciò non gli impedisce di volersi bene o di sentirsi come se fosse passato solo un giorno dall'ultima volta che si sono parlati.

Improvvisamente si odono degli spari e c'è un fuggi fuggi generale.
Khalil in un moto di protezione afferra Starr e la porta lontano dalla festa.
I due sono in auto a riprendersi dallo spavento, quando una vettura della polizia li ferma per una perquisizione.
Poliziotto bianco incontra ragazzi neri dall'aria sospetta, il poliziotto spara, Khalil muore.

*pianto generale della platea*

Questo da inizio ad una sorta di guerra interiore che dilania la nostra protagonista.
Da un lato c'è la sua incapacità di elaborare quello che le è successo, dall'altro la paura delle conseguenze che qualsiasi suo gesto possa portare.

Denunciare il poliziotto per omicidio?
Stare zitta e farsi i fatti suoi?
Ma come può sopportare tutto quello che i mass media dicono su Khalil?

In quattrocento pagine la Thomas ci da lezione di vita, di musica, di stile, di THUG LIFE, ci parla di pregiudizi e razzismo, ci fa arrabbiare, ci fa piangere, ci fa angosciare, ci apre gli occhi.

Si parla di coraggio, di paura, di vigliaccheria, di gratitudine, delle Pantere Nero, di Gesù Nero, delle più importanti figure del movimento politico nero, della lotta ai diritti.
Ogni pagina era un colpo al cuore, una frase da sottolineare, da tenere impressa nella memoria, da scolpire nella pietra.

Questo libro mi ha distrutta e poi rimessa insieme, è crudo, è reale, è verosimile fino allo schifo, è uno schiaffo in faccia, un pugno nello stomaco, è una carezza sul volto mentre stai piangendo.
Questo libro è TUTTO!

I personaggi sono talmente ben caratterizzati che bucano le pagine del libro per uscire fuori, non c'è una sola virgola fuori posto.
I dialoghi arguti ed intelligenti, mai scontati, mai un cliché idiota.
Veramente, potrei andare avanti all'infinito da quanto questo libro mi è piaciuto.
Sapete che quando una cosa piace a tutti c'è da preoccuparsi, invece questa volta sono d'accordo coi blogger americani e con quelli italiani.

Questo libro è un capolavoro e dovrebbero farlo leggere nelle scuole.

Piccola menzione speciale per la madre di Starr che è la più grande donna e mamma che io abbia mai incontrato in un romanzo.
Vorrei poterla abbracciare e ringraziarla per aver cresciuto Seven così come l'ha cresciuto, perché è una persona straordinaria, perché tutti loro sono persone straordinarie e no... non sto  piangendo mentre scrivo la recensione, ho soltanto un bruscolino nell'occhio.
Una scheggia o forse una trave.

FateVI un favore e leggetelo, perché ci vuole coraggio e sfacciataggine a mentire, ma ci vuole ancora più coraggio per dire la verità.

L'immagine può contenere: cibo
《Pac said Thug Life stood for:
'The Hate U Give Little Infants Fucks Everybody'.》



Alla fine il voto che ho dato al romanzo è quello (ovvio) di CINQUE STELLINE purtroppo, perché se ce ne fossero state di più, ne avrei messe dieci, cento, mille!

E voi?
Lo avete letto? Lo leggerete?
Fatemelo sapere!

A risentirci nel prossimo post!


Con amore,
Svamps.