mercoledì 30 settembre 2015

Anteprima: "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen

Buon pomeriggio svampitelli belli!
Altro post libroso anteprimoso, ma come vi avevo preannunciato in estate...settembre ed ottobre sarebbero stati dei mesi pienissimi1

L'anteprima di cui parleremo in questo post è tutta dedicata alla mia adoratissima Sonzogno delle cui uscite vi avevo già parlato in un post di qualche settimana fa.
(Nel caso vi interessasse il post completo potete trovarlo qui.)
Ma in realtà di questo libro vi avevo parlato anche in una puntata di Bo(t)B - Book on the Beach, precisamente questa qui.




Sto parlando di:



La Casa di Parigi di Elizabeth Bowen (Collana Bittersweet)
Data di uscita prevista: 8 Ottobre 2015
Rilegato € 16,00
Pag. 228
 
Henrietta, undici anni, viene parcheggiata per una intera giornata in un appartamento di Parigi, in attesa di raggiungere la sua famiglia nel sud della Francia. Con lei c'è anche un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. I due destini si incrociano e, grazie agli indizi disseminati dagli adulti che si trovano con loro, vengono rivissute, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d'amore dei grandi, in particolare quella tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. 













«Le ragazze sono attratte dagli eccessi, quali che siano. Senza esserne consapevoli, tendono alla sofferenza, e per soffrire devono esagerare: sono contente quando qualcuno va a toccare le loro corde più profonde. Dal momento che amano l’arte più della vita, hanno bisogno di uomini che facciano da attori. Solo un attore riesce a commuoverle, con il suo sorriso rivelatore, inusuale, avulso dalla quotidianità da cui tanto rifuggono. Le ragazze amano godersi l’amore come fosse un’alternanza di dubbi e sorprese. E hanno ragione.»


L’autrice
Elizabeth Bowen (1899-1973), nata a Dublino, è una delle più grandi autrici irlandesi. Trascorse gran parte della sua vita a Londra, dove entrò a far parte del circolo Bloomsbury divenendo amica di Virginia Woolf. Autrice di numerosi romanzi di successo, La casa di Parigi è considerato il suo capolavoro. Per la prima volta in Italia, Sonzogno lo pubblica in versione integrale.

«Leggendo, ho avuto la sensazione che il tuo mondo si imponesse sul mio.È quel che accade quando un romanzo ti prende per mano» Virginia Woolf all’autrice.

Vi rimando al sito della Sonzogno per avere ulteriori informazioni!
Per questo post anteprima è tutto!
(Io personalmente non vedo l'ora di leggerlo!)

A risentirci nel prossimo post.
Con amore,
Svamps.

martedì 29 settembre 2015

Anteprima: "I capelli di Harold Roux" di Thomas Williams

Arisalve svampitelli belli!
Secondo post della giornata!
Ma non è colpa mia ma ci sono un sacchissimo di novità ed anteprima che ci aspettano!


L'anteprima di cui parleremo in questo post è tutta dedicata alla Fazi Editore.



Sto parlando di:



I capelli di Harold Roux di Thomas Williams
Data di uscita prevista: 1 Ottobre 2015
Collana: Le Strade
Rilegato € 18,00

Pag. 478



 
Aaron Benham insegna letteratura inglese in un’università del New England. Ha una bella casa nei sobborghi residenziali della città, una moglie e due figli che stanno diventando grandi – ed è nel pieno di una crisi di mezza età. Ha preso un anno sabbatico e sta cercando di scrivere un romanzo che non riesce a scrivere, continuamente distratto dalle persone che ama e che hanno bisogno di lui e dai ricordi che continuano ad affiorargli alla mente, dalla nostalgia, dai rimpianti.Il suo romanzo, I capelli di Harold Roux, è «una semplice storia di seduzione, follia e omicidio», come lo definisce lui stesso. Allard, il protagonista, ha poco più di vent’anni ed è appena tornato dalla seconda guerra mondiale. Non ha dubbi sulla bestialità dell’uomo, non crede nella violenza ma è spaventato dalla gioia che a volte il pensiero della violenza gli procura. Vuole diventare uno scrittore, sogno che condivide con Harold Roux, suo compagno di università e rivale intellettuale, che ha perso i capelli durante la guerra e indossa un terribile parrucchino; entrambi corteggiano Mary, una ragazza bellissima e naive – l’innocente, onesta, dolce America, la ragazza della porta accanto –, ma Allard è anche attratto da Noemi, la sua compagna di stanza, una militante comunista di buona famiglia che, come ogni ragazza borghese, conosce il linguaggio preciso del contatto fisico. Più Aaron mescola passato e presente e il romanzo prende forma, più appaiono in controluce i suoi stessi anni al college, le sue inquietudini di allora, i ricordi di un gruppo di amici abbastanza giovani da ricordare la cacciata dal paradiso.


Stephen King (da un’intervista per The Atlantic):«Thomas Williams era uno scrittore meraviglioso. Scrisse un romanzo intitolatoI capelli di Harold Roux, uno dei miei libri preferiti, su uno scrittore di nome Aaron Benham. Benham dice che quando si siede per scrivere un libro è come se si trovasse su una pianura buia con un fuocherello minuscolo. E qualcuno arriva e si avvicina al fuoco per scaldarsi. E poi arriva altra gente. E quelli sono i personaggi del tuo libro, e il fuoco è la tua ispirazione. E loro alimentano il fuoco, che si fa più grande, e alla fine si spegne perché il libro è finito. Per me è sempre stato così. Quando cominci, è molto freddo, una sfida impossibile. Ma poi magari i personaggi cominciano a prendere un po’ di vita, oppure la storia ha una svolta inaspettata... A me succede spesso perché non mi faccio scalette, ho solo un’idea vaga in mente. E quindi ho sempre la sensazione di trovare qualcosa, più che di fare qualcosa. È eccitante. È elettrizzante».



L’autore
Thomas Williams (1926-1990) è nato in Minnesota e ha trascorso la maggior parte della sua vita nel New Hampshire. I suoi racconti sono apparsi spesso, tra gli altri, sull'«Esquire» e sul «New Yorker» e sono stati raccolti in due volumi, il secondo dei quali, Leah, New Hampshire, pubblicato postumo. Ha inoltre scritto otto romanzi. È stato candidato per il National Book Critics Circle Award e due volte per il National Book Award, che ha vinto nel 1975. I capelli di Harold Roux è il suo primo romanzo tradotto in italiano.
Fra i suoi studenti e ammiratori si annoverano, tra gli altri, Stephen King, John Irving e Andre Dubus.

Per questo post anteprima è tutto!
A risentirci nel prossimo post.
Con amore,

Svamps.

Anteprima: "Until I Die" di Amy Plum

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Come vi butta?

Lo so, sono troppi giorni che non ci sentiamo, ma tornerò presto alla carica con le mie recensioni!


Il post di oggi è un'anteprima dedicata a De Agostini e tratta del secondo volume in un saga.


Sto parlando di:



Until I Die di Amy Plum
Data prevista di uscita: 6 Ottobre 2015

Cartonato con sovraccoperta € 14,90



Kate e Vincent sono sempre più innamorati, ma la ragazza non è felice. Non riesce ad accettare il fatto che lui sia un revenant e che debba continuamente sacrificarsi per salvare altre vite umane. Ma Vincent è pronto a tutto, anche a soffocare la propria natura, pur di condurre un’esistenza normale al fianco di Kate. Le cose cambiano però quando un nuovo e incredibile nemico si affaccia all’orizzonte e Kate si rende conto che la lotta fra il Bene e il Male è solo agli inizi e che questa volta in gioco c’è l’immortalità di Vincent…

Che dire?
Io personalmente non avendo letto  il primo, ho cercato di spoilerarmi il meno possibile.
Magari cerco di recuperarlo e di leggerlo così poi magari parliamo anche di questo.
Che ne pensate?

Voi lo leggerete?

Per questa anteprima è tutto.


A risentirci nel prossimo post.



Con amore,
Svamps.

martedì 22 settembre 2015

La Corona di Mezzanotte [Il Trono di Ghiaccio #2]

Buon pomeriggio cari svampitelli belli!!!
Dopo il wrap up di stamattina e il post in anteprima, questa è la terza volta che ci sentiamo da oggi!

E vabbé, tanto lo so che dopo un tot di ore andate in astinenza da Svamps e quindi vi accontento!

La recensione di oggi vede protagonista un romanzo fantasy che proprio qualche giorno fa ha visto l'uscita del suo quarto volume e che tutti stanno leggendo e stanno amando.

Io, che ovviamente arrivo in ritardo su tutto, sono appena appena al primo romanzo che è proprio quello di cui discorreremo oggi.

Sto parlando di:


 
[Copertina italiana ed originale a confronto]



[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: La Corona di Mezzanotte - Il Trono di Ghiaccio #2
Titolo Originale: Crown of Midnight
Autore: Sarah J. Maas
Pagine: 427 (Copertina rigida)
Data di uscita: 10 Giugno 2014
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Prezzo: € 17,00

Celaena è sopravvissuta ai lavori forzati nelle tremende miniere di Endovier e ha vinto la gara all'ultimo sangue per diventare la paladina del re. Da mesi il suo compito è uccidere per conto del sovrano, ma lei non ha mai rispettato il giuramento di fedeltà al trono: ha concesso alle vittime la possibilità di fuggire e ne ha inscenato la morte. Nessuno conosce il suo segreto, né il valoroso Chaol, l'amico e confidente di sempre, né il principe Dorian, ancora innamorato di lei. Ma quando una notte, in un corridoio buio, Celaena scorge una figura avvolta in un mantello nero, un altro segreto irrompe nella sua vita: nei sotterranei della fortezza cova una minaccia oscura e devastante, forse legata agli antichi riti magici banditi dal regno... È il momento delle scelte: contrastare questa magia ancestrale o andarsene? Abbandonarsi a un nuovo amore o rinunciare?

Per quanto riguarda il raffronto titolo/copertine, titolo fedele e copertina che segue la linea scelta dai grafici italiani, anche se... Celaena che mulina quelle spade è fantastica, e leggendo riuscirete ad individuare anche la scena che è stata disegnata!

Da cosa partire?
Dal povero Chaol che va ad unirsi al club #maiunagioia? (Come Zayne nella saga della Armentrout.)
Vi dico solo che nell'ultima pagine del romanzo, di cui lui è protagonista, ci sarebbe stato benissimo uno ZAN ZAN di sottofondo!
Chaol è quel tipico personaggio che quando l'hanno creato, è arrivato sprovvisto di quel pacchetto de cazzi sua che avrebbe dovuto farsi durante tutto il romanzo.
Porello!

Devo ammettere che alcune cose delle trama erano così palesi che il colpo di scena ormai non era più colpo di scena da un bel po'.

E vorrei dire a Celaena che deve smetterla di fare lo zompi zompi con due uomini.
E prima Dorian.
E poi Chaol.
E poi appende Chaol.
E poi torna amica di Dorian.

Aòòòò emmobbastaveramente però!

Però devo ammettere che altri colpi di scena mi sono piaciuti, soprattutto quelli riguardanti la questione di Nehemia.
Cioè... ha praticamente fatto la Silente della situazione?
E poi, quale sarebbe la sostanziale differenza tra la magia di Doriane quella di Celaena?
E che ruoli dovranno svolgere all'interno di questo combloddo! Lady Kaltain ormai impazzita del tutto, e quello sbruffone di Roland?
Come hanno fatto a diventare schiavi del re?
Perrington quando se ne va un po' affanculo?

Ecco, questi sono i quesiti principali che mi hanno affollato la mente quando ho finito di leggere la Corona di mezzanotte.

E' un libro migliore rispetto al precedente.
La prima parte è un po' troppo statica, ma dalla metà in poi è un susseguirsi di azioni rocambolesche che vi terranno incollati alle pagine.

Finalmente vedremo la VERA Celaena in azione mentre butta mazzate, uccide la gente, sgozza uomini di merda, si vendica ed essenzialmente si comporta come una psicolabile.

E qui Chaol pensa: occazzo ma con chi mi sono messo?
Roba che Xena la Principessa Guerriera glie fa na pippa a Celaena!

Che poi il personaggio di Baba Gambegialle mi ha ricordato tantissimo  Yubaba de La città incantanta (film d'animazione di Miyazaki avete presente?)



Alla fine il mio giudizio su questo libro è quello di QUATTRO STELLINE, e la voglia ed il bisogno impellente di leggere Heir of Fire!!!


E voi?
Cosa ne pensate?
Lo avete letto?

Per questa recensione è tutto.
A risentirci nel prossimo post!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

lunedì 21 settembre 2015

(Denton Little's) Deathdate! - ovvero ma tu.. vorresti sapere quando ci sarà il tuo Complemorte? [Recensione del romanzo di Lance Rubin]

Buongiorno e ben trovati cari svampitelli belli!!!

La recensione di oggi vede protagonista un romanzo che ho potuto leggere in anteprima grazie alla De Agostini, che ringrazio dal più profondo del cuore.

Ve ne avevo già parlato qui se ben ricordate.

La recensione è ovviamente spoiler free.

Sto parlando di:


  
[Copertina italiana ed originale a confronto]



[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: Deathdate
Titolo Originale: Denton Little's Death Date
Autore: Lance Rubin
Pagine: 400 (Copertina rigida)
Data di uscita: 22 Settembre 2015
Editore: De Agostini
Collana: Le Gemme
Prezzo: € 14,90

Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo in cui tutti conoscono la data precisa della propria morte? Un mondo in cui nessuno ha più niente da vincere o da perdere? Questo è il mondo di Denton Little, diciassette anni e un'unica certezza. Morirà la notte del ballo scolastico. La sua vita è sempre stata piuttosto normale, ma - ora che mancano solo due giorni alla fine - Denton sente di non avere più tempo da sprecare. In meno di quarantotto ore vuole collezionare più esperienze possibili. Ma le cose si complicano quando Denton incontra uno strano tizio che dice di avere un messaggio da parte della madre, morta ormai da molti anni. All'improvviso le ultime ore di Denton si trasformano in una corsa contro il tempo, una disperata ricerca della verità, e forse di una via di uscita.

Per quanto riguarda il raffronto titolo/copertine, beh la copertina italiana ho contribuito a sceglierla insieme ad una tonnellata di fan!
Quindi è ovvio che mi piace ahahahha!
E anche quella originale è fighissima. Molto fumettosa. Amo quel carro funebre e quel piccolo teschietto!


Per quanto riguarda il libro...
Devo dire che forse l'attesa e l'hype mi hanno creato delle aspettative un po' troppo alte su questo libro.
Non fraintendetemi, mi è piaciuto molto.
I dialoghi sono scorrevoli e divertenti.
I personaggi buffi e vi innamorerete di Paolo così naive e tontolone.
L'argomento trattato è interessante.
Sapere con precisione la data della propria morte...

Eppure ho sentito che c'era qualcosa non andava.
Come se mancasse qualcosa di veramente importante durante la narrazione.
Questo non so cosa, mentre procedeva con lentezza nella prima parte, nelle ultime cento pagine ha avuto un bello sprint d'azione e ha rivoluzionato il tutto.
E questo gli ha fatto guadagnare punti!

Ci sono effettivamente alcuni punti che non vengono spiegati per bene, e che secondo me andavano approfonditi, ma nel complesso è un libro leggero e divertente, che però non manca di offrire un grosso spunto di riflessione.

Parliamoci chiaro, se vivessimo in una società in cui sai l'esatto giorno della tua morte, come affronteresti la vita?

Già vi sento rispondere dalle ultime file: "Vivrei a tutta birra!!! Wu uhhhh!"
Ed effettivamente è quello che farebbero un po' tutti.
Soprattutto visto che il protagonista sa di dover morire prima dei 17 anni.

Eppure lui cerca di vivere una vita il più normale possibile, sottotono e a tratti quasi triste.
E questa cosa proprio non la capisco.

Niente alcool, niente sesso, niente droga e niente roccherroll.

Così non va caro Denton.
DEVI VIVERE!

Voglio dire.... quanto è saggio che le persone conoscano la propria data di morte?
Meglio vivere senza conseguenza con il rischio che fai un incidente e vai in coma, restandoci fino alla fine dei tuoi giorni, o meglio vivere normalmente?
Non saprei rispondere sinceramente.
Cercherei di 'vedermene bene' come si dice a Napoli, ma starei anche attenta alle cose più pericolose.

Tra l'altro una cosa che non ho sopportato è che Denton si riferisca costantemente a Raquel come 'la mia matrigna' però poi quando parla con lei la chiama 'mamma'.
Cioè... decidi!

Anche il suo rapporto con Veronica è abbastanza strano ed ambiguo, ma lei è un personaggio che ho adorato.
Mi ha ricordato estremamente Max di 2BrokeGirls.




Il libro si apre col giorno del funerale di Denton, funerale a cui lui partecipa! XD
Cosa fighissima.
Ho sempre pensato di volerlo fare anche io.
Chissà come sarebbe!

Dopo il funerale si fa la festa, si balla, si mangia, ci si diverta, ci si scambia lettere e regali, si fanno encomi e discorsi lacrimosi.
C'è sempre il coglione di turno che guarda caso è anche l'ex della tua ragazza e questo non fa che peggiorare le cose.

Ma comunque Denton riesce più o meno a godersi il momento.

Fino a che non arriva un uomo misterioso a dirgli che lui conosceva la sua vera madre, morta dandolo alla luce, e che ha delle cose importanti da dirgli.

ZAN ZAN!

Ed ecco che tutta la seconda parte del romanzo, quella piena di azione per intenderci, si concentra sulle ultime ventiquattro ore di vita del povero Denton.
Costretto tra l'altro a sorbirsi la gente che ogni due e tre gli chiede: 'Ehi amico, come mai non sei ancora morto?'

Ma un po' di tatto no????
Ma un pacchetto regalo de cazzi vostri no????

IO sarei stata odiosa nel giorno del mio complemorte!

Che poi arriva un improvviso sfogo corporeo che lo spaventa a morte, quanto ti capisco amico!, e pare che più persone ce l'abbiano.
Cosa sarà mai?
Sarà questa la causa della sua morte?

E perché c'è un poliziotto che lo pedina?

ANSIA!
ANSIA allo stato puro.

Il finale per chi ha letto migliaia di libri è un pelino individuabile, ma è stato un bel colpo di scena ugualmente!

Alla fine il mio giudizio su questo libro è quello di QUATTRO STELLINE.
Forse perché l'ho letto in preda all'influenza, ed ero giù di morale ed odiavo tutti.
Non saprei.
Però ci sono degli elementi che non mi hanno convinta del tutto.
Per il resto lo consiglio sicuramente perché lo stile è semplice e divertente, Denton ha uno strano senso dell'umorismo e Lance Rubin riesce a parlare di un argomento delicato come la morte nel più divertente dei modi! 

E voi?
Cosa ne pensate?
Lo leggerete?

Ricordate... da domani in tutte le librerie!
Inoltre vi segnalo la recensione di Elisa qui e quella di Lewis qui.

Per questa recensione è tutto.
A risentirci nel prossimo post anteprima/recensione!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.

venerdì 18 settembre 2015

Florence Gordon o anche L'amica figa di Oriana Fallaci - [Recensione del romanzo di Brian Morton]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!!!
Come vi butta?

Settembre procede a gonfie vele ed oggi voglio parlarvi di un libro che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima, il quale aveva catturato la mia attenzione già mesi addietro.

Volevo anche scusarmi per il ritardo con cui pubblico questa recensione, ma subito dopo aver letto il libro mi è venuta una specie di influenza e viggggiuro,non avevo neanche la forza di ordinare i pensieri, figuriamoci metterli nero su bianco!

Colgo inoltre l'occasione per ringraziare la Sonzogno per avermi permesso di leggerlo in anteprima e allo staff, in special modo Valentina, che con pazienza e gentilezza risponde sempre ad ogni mia mail idiota. (VALE TI ADORO!)

La recensione è ovviamente spoiler free.

Sto parlando di:





 
[Copertina italiana ed originale a confronto]





[E STATE ATTENTI AI POSSIBILI INVOLONTARI SPOILER!!!]

Titolo: Florence Gordon
Titolo originale: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Pagine: 320 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 17 Settembre 2015
Editore: Sonzogno
Prezzo: € 17,50

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del «New York Times» la definisce “patrimonio nazionale”, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel filo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi “cari” si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce.

Partiamo dal solito raffronto titolo/copertine.
Abbiamo lasciato il titolo originale, cosa che ho apprezzato tantissimo.
Le copertine le trovo entrambe splendide.
Quella originale è un pelino più sofisticata, con lo skyline della città e il colore neutro del tramonto.
Ma anche la nostra non è da meno. Coloratissima e super POP, è molto più social e mi è piaciuto moltissimo il riferimento ad un particolare episodio del libro che riconoscerete subito.
Quindi pollici in su.

Bene, ora passiamo alle cose serie...

È sempre difficile recensire un libro che ci è piaciuto.
Magari vuoi perché ci siamo affezionati ai personaggi, vuoi perché le cose belle non le sai spiegare, vuoi perché ci siamo immedesimati, non riusciamo ad esprimere cosa ci è piaciuto di un determinato romanzo.

Io sicuro non ci riesco mai.
Tendo sempre a perdermi qualche pezzo importante.
E in questo libro ce ne sono molti di pezzi (e spunti di riflessione) importanti!

Da cosa vogliamo partire?
Il fatto è che questo romanzo offre talmente tanti spunti psicologici che non so da dove iniziare.
E così andrò a ruota libera.

La protagonista è la 'signora' Florence Gordon.
Donna d'avanguardia che ha saputo mantenere giovane il suo spirito, femminista incallita con l'odio per la società moderna, ebrea divorziata, attivista in ogni ambito, scrittrice in pieno fervore, cocciuta come un mulo, petulante come una bambina, arrogante come un uomo, Florence è essenzialmente... UNA STRONZA (dimmè)!

A reghà qualcuno doveva dirlo.
Florence Gordon è una brutta stronza, e pure vecchia come il cucco.
E' una sociopatica, odia tutti e non sopporta la compagnia di nessuno.
A settantacinque anni suonati è ancora lì a combattere ogni tipo di guerre, a scontrarsi coi poliziotti durante le manifestazioni e ad urlare scempiaggini ai parenti.
Parenti che ancora non s'è capito se li odia a morte o se li odia solo un po'.
Di certo non li tollera.
Si ha l'impressione che non ci sia amore nella sua vita, trova estrema soddisfazione nel correggere gli altri e nel rimarcare i loro errori, soprattutto in pubblico.
Per Florence: il suo ex marito è un fallito, suo figlio non ha spina dorsale, sua nuora è un'imbecille totale, il suo editore non aveva scelto momento peggiore per schiattare, e sua nipote è una social dipendente.





Gnegne nessuno mi capisce!
Perdonatemi la meme ma mi faceva troppo ridere.
Vi giuro, mentre leggevo speravo che qualcuno si alzasse e le dicesse: Allora scusa Florence...sei mejo te!
L'internettò mi ha rovinata!

Aniuei, Florence è un personaggio che per le prime due pagine amerete perché penserete: oddio quanto è figa questa nonnetta, vorrei essere come lei.
Poi a pagina trenta pensate: VADE RETRO SATANA!

Non è che mi piacciano i personaggi stronzi, anzi probabilmente se ci avessi avuto a che fare l'avrei odiata dal profondo del cuore, e non sarei stata capace di andare oltre quella coltre di spocchia ed arroganza di cui Florence è ammantanata, come fa sua nipote.
Nipote che ovviamente è ben consapevole di ciò che sua nonna rappresenta.

Emily ad un certo punto si rende conto di quante pessime abitudini abbia sua nonna, come quella di interrompere costantemente gli altri mentre parlano e la definisce così: "Se Florence Gordon fosse stata un uomo avrebbe avuto il brutto vizio di lasciare la tavoletta sempre alzata."

Florence è un personaggio attualissimo ma allo stesso tempo super complicato.
Sembra perennemente in lotta con qualcosa, si rifiuta di comportarsi da vecchia signora, è talmente indipendente da non aver bisogno di nessuno, tanto meno di quel fallito di suo marito, che costantemente le rompe le scatole.

E' una donna dal carattere difficile, troppo forte per non scontrarcisi.
La stessa Emily molte volte è tentata di risponderle per le rime.

Diciamo che la storia gira intorno all'improvvisa notorietà di Florence, che una giornalista del Times ha definito come Patrimonio Nazionale.
Le piovono addosso riconoscimenti, premi, interviste e tour di promozione dei suoi libri, che lasciatemelo dire... negli anni nessuno si è altamente pisciato!

E questa notorietà inaspettata non fa altro che metterla di malumore, in quanto l'unica cosa che Florence vuole fare è lavorare alla sua settimana opera.
Il libro delle sue memorie.
Per questo ad un certo punto ritiene di aver bisogno di un aiuto.
Aiuto che le viene nientepocodimeno che da Emily.

E l'evoluzione del loro rapporto mi è piaciuto moltissimo.
Rappresentano gli antipodi della vita.
Una giovane che si adagia nella mediocrità (almeno secondo sua nonna) ed un'anziana donna che rifiuta di arrendersi.
Emily inizialmente è frenata dal timore reverenziale che prova nei confronti di sua nonna, ma poi man mano che impara a conoscerla si rende conto che c'è molto di più dietro la sua arroganza, e il suo essere terribilmente prepotente ed antipatica.
Il problema è che si sente sempre come se dovesse imparare qualche grande lezione da lei per iniziare a vivere realmente e quindi si comporta come se stesse camminando sulle uova.

Devo dire che questa cosa mi ha ricordato un po' una fiction italiana andata in onda lo scorso inverno sui RaiUno (?) su Oriana Fallaci (interpretata da Vittoria Puccini), in cui una anziana Oriana si trovava ad avere come assistente una giovane studentessa con cui era perennemente in rotta.


Se Florence è il vero motore del romanzo, il resto dei personaggi rappresenta un cast eccezionale per metterla in luce.
Questo romanzo corale che alterna almeno quattro voci narranti, riesce a rappresentare alla perfezione tutte le sfumature (e non solo 50!) dell'animo umano.
Daniel, Janine, Emily, le amiche di Florence, Saul, l'editore, sono tutti personaggi a loro modo arguti e allo stesso tempo delicati, ben delineati e orchestrati tra loro magnificamente. 
Perché la potenza di questo libro è che è dannatamente credibile. È tutto così reale.
Io potrei essere l'adolescente che non sa che fare della propria vita.
O potrei essere la donna in carriera in crisi esistenziale.
O la stessa Florence, impegnata a combattere guerre non mie.

Insomma troverete un po' di voi in ogni personaggio ve lo assicuro!

Il libro è ricco di spunti e messaggi che nascondono una morale, fatto di passi che vi faranno ridere ed altri che vi faranno incazzare da morire e la maestrale caratterizzazione dei personaggi vi farà cogliere quelle impercettibili sfumature dell'animo umano in cui potrete o non potrete immedesimarvi.
La prosa è semplice e scorrevole, i dialoghi sono divertenti e pieni di sarcasmo.

Il narratore di ogni capitolo credo si possa definire omodiegetico e contribuisce ad arricchire l'idea generale che iniziamo a farci durante la lettura.
Ogni personaggio aggiunge la propria versione.
Ogni personaggio sta vivendo il proprio dramma personale.
Ogni personaggio alla fin fine deve fare i conti con se stesso.
Anche la stessa Florence.

Il finale all'inizio non mi è piaciuto per niente.
Ero lì che guardavo l'ultima pagina e pensavo: machedaveeero????
Però poi riflettendoci è stato un finale giusto.
Che lo leggi e pensi: si ok, in fondo è plausibile che finisca così.

Inoltre ho apprezzato tantissimo tutte le varie citazioni letterarie e filosofiche di cui il romanzo è disseminato.

Il mio giudizio finale è stato quello di QUATTRO STELLINE E MEZZO meritatissime perché questo è veramente un gran romanzo. Umano, fragile, caparbio.
Insomma... CONSIGLIATISSIMO!

Vi rimando inoltre sito della Sonzogno per avere ulteriori informazioni!

E voi?
Cosa ne pensate?
Lo leggerete?

Se non sono riuscita a convincervi, vi consiglio anche la recensione di Devil che potete leggere qui e quella di Lewis che potete leggere invece qui.

Triumbloggerato powah!

Per questa recensione è tutto.
A risentirci nel prossimo post!

Adié mon svampité.

Con amore,
Svamps.