mercoledì 26 aprile 2017

Segnalazione: Vivi e vegeta di Stefano Simeone e Francesco Savino

Buongiorno svampitelli belli!!! 
Oggi invece di un'anteprima, abbiamo una segnalazione, visto che la graphic novel in questione è uscita già da un po' di giorni.

Sto parlando di: 


Vivi e vegeta di Stefano Simeone e Francesco Savino
Data di uscita: 20 Aprile 2017 


Vivi e Vegeta - Prima Stagione di [Savino, Francesco, Simeone, Stefano]Da un webcomic amatissimo e pluripremiato, un volume prezioso e insolito: la storia di Carl, un cactus del deserto che viene a cercare la donna della sua vita, una pianta grassa giornalista recentemente svanita nel nulla nella città dei fiori, dove le piante non sono viste di buon occhio. Un noir dai contorni esistenziali e soprannaturali, in cui fiori e piante sono i protagonisti assoluti e gli umani quasi una leggenda metropolitana, creature distanti i cui destini non riguardano i malinconici protagonisti di questa storia. Il volume offre numerosi inediti rispetto alla versione disponibile gratuitamente online (qui: http://www.vivievegeta.it/) ed è disponibile anche con una copertina Variant di Gabriele Dell'Otto, limitata a 500 esemplari numerati individualmente, che non sarà mai ristampata.
[Da Amazon: I fiori hanno fatto i loro comodi troppo a lungo. È ora di piantarli. Un webcomic sul senso di appartenenza, l'istinto di sopravvivenza e gli eccessi della cucina moderna. Un cactus da solo contro un male che ha radici profonde.]
RIDO TROPPO!

Potete dare uno sguardo alle prime pagine qui.

Gli autori:

Stefano Simeone
Stefano Simeone
Stefano Simeone, illustratore e fumettista, ha collaborato con The Walt Disney Company, Image Comics, IDW, Boom! Studios, Dynamite, Panini Comics, Piemme, Sergio Bonelli Editore, Aurea Editoriale, Archaia. Con il suo libro d’esordio Semplice (Tunué), vince il Premio Romics 2013 come miglior libro ital-iano e il Premio Boscarato 2013 come Autore Rivelazione. In seguito, escono Ogni Piccolo Pezzo e Diciottovoltevirgolatre (il tonno, la tigre, il tempo) per BAO Publishing. Scrive, per le edizioni Star Comics, Come un balletto di musica rock, illustrato da Yoshiko Watanabe. Fa orgogliosamente parte di Skeleton Monster. http://stefanosimeone.tumblr.com/



Francesco Savino

Francesco Savino (Chieti, 1986), dopo la laurea in Scienze Psicologiche si trasferisce a Milano per seguire i corsi di sceneggiatura alla Scuola del Fumetto, e inizia a scrivere per Case editrici italiane come Aurea (Long Wei, in coppia con Diego Cajelli), Star Comics (Nemrod, in coppia con Adriana Coppe) e BD, oltre a collaborare con le Case editrici americane Papercutz e l’autoproduzione indipendente Margins Publishing. Nel 2014 scrive il libro illustrato La banda dell’Elefante Rosa, edito da Giunti in collaborazione con Plain Ink Onlus. Nello stesso anno, insieme a Stefano Simeone, crea il webcomic floreale Vivi e Vegeta, che nel 2016 gli vale il Premio Micheluzzi come “Miglior Webcomic” e nel 2017 vede la pubblicazione grazie a BAO Publishing. Nel 2017, in coppia con Giulio Rincione, crea il webcomic in tre capitoli Il cuore della città per la piattaforma web Wilder.


E voi?
Lo leggerete?
A me la storia del cactus che insegue un fiore attira un sacco. Ha un che di maledettamente romantico.

Bene, per questa segnalazione è tutto!
A risentirci nel prossimo post.


Con amore,
Svamps.

Anteprima: Madonna di Sylvia K. (ed introduzione alla nuova collana di picture books Per aspera ed astra)

Buongiorno e ben trovati svampitelli in questo mercoledì di quasi fine aprile.
Oggi è il compleanno di padre Svamps, so che non ve ne fregherà na cippa lippa, ma mi andava di scriverlo comunque.

Come potete ben vedere, di nuovo un'anteprima dopo secoli che non ne facevo, ma volevo presentarvi non solo un nuovo picture book, ma addirittura un'intera nuova collana!

Sto parlando di: 

Madonna di Silvia K.
Data prevista di uscita: 18 Maggio 2017

La regina del pop mondiale è la protagonista di un picture book realizzato da Sylvia K. che ne ripercorre per tappe la biografia in immagini colorate e fantasiose. Le prime tavole sono dedicate all'infanzia, all'episodio fondamentale della morte della madre, al rapporto con la religione e ai primi passi nel mondo della danza alternativa nei locali underground di Detroit fino al trasferimento a New York. Le tavole centrali raccontano la faticosa ascesa di Madonna, la tenacia e la perseveranza con cui persegue i propri obiettivi fino al raggiungimento della fama mondiale, anche attraverso la collaborazione con MTV - in video e performance memorabili - e grazie alla costruzione di un nuovo modo di intendere i concerti come show e narrazioni. Non mancano le difficoltà per farsi accettare dal mondo discografico "serio", le operazioni arrischiate - come il libro "Sex" - che le alienano temporaneamente il consenso di pubblico e stampa, la fase spirituale, per arrivare agli ultimi successi. Camaleontica, sempre all'avanguardia, rigorosa professionista, Madonna  ha compiuto svolte straordinarie tanto nella sua carriera quanto nella cultura musicale pop, a colpi di intuizioni e rischi calcolati.



IO SONO L'ARTE. 
"Mi sono fatta il culo per anni, mi sono sudata tutto quello che ho, ho lavorato sodo e a lungo, così quando ce l'ho fatta ho pensato di essermelo meritato. Ho sempre saputo che sarebbe successo." (Madonna)
L'autrice:

Sylvia K.
Sylvia K disegna semplicemente perché non potrebbe non farlo. Ritratti, illustrazioni, video animati, fumetti, gif, stencil... non pone limite alla sua arte, basta che la risoluzione sia almeno 300 dpi. Realizza i suoi lavori con linee essenziali a china poi digitalizzate, mescola colori accesi e sfumature tenui per creare contrasti e trasmettere un lieve senso di malinconico straniamento. Lo schermo è la sua tela bianca, l'arcobaleno il suo colore preferito. Rivendica la bidimensionalità della BD francofona e nei suoi disegni ri-utilizza sfondi vintage e texture psichedeliche per dare movimento. È influenzata dalla pop art, dal surrealismo e dall'espressionismo viennese, ma anche dalla letteratura vittoriana, dal neorealismo francese, dai cartoni americani e dalle polpette al sugo. Ha una predilezione per ciò che rima con beer, come queer e Amanda Lear. Combatte contro il Comic Sans e le discriminazioni di genere, ai cibi sconditi risponde con una pizza. Dopo anni in MTV, ora lavora per Discovery Channel. Ha pubblicato con Hop! il racconto "Questa mattina ti ho perso" all'interno del volume collettivo "La fine dell'amore. Graphic short stories" di Ilaria Bernardini + 13 . 

Ma non è tutto.
Questo è il solo il primo di una serie di picture books dedicate a grandi figure femminili del panorama artistico, che sia scrittura, musica, canto, pittura, moda, insomma di tutto!

Lo scopo era quello di creare una collana per far scoprire alle nuove generazioni "icone" viventi o "eroine" intramontabili del recente passato; biografie artistiche che possono anche essere lette dagli adulti per riscoprire i talenti femminili della musica, del cinema, della letteratura e dell'arte da una nuova prospettiva, ovvero quella del libro illustrato.
Un progetto didattico per valorizzare il talento delle donne, ma soprattutto per puntare l'attenzione sull'importanza dell'impegno, della tenacia e della perseveranza necessari in ogni progetto di vita per la realizzazione dei propri sogni.

Pensata come linea all ages, è consigliata a partire dai 12 anni.

Cosa accomuna la Callas a Madonna, Audrey Hepburn a Coco Chanel, Virginia Woolf a Frida Kahlo? Inizi non sempre facili, la vocazione per l'arte, il talento e il perseguimento di un obiettivo tra alterne fortune. Fino al successo su scala mondiale e alla nascita di un vero e proprio mito moderno. Come recita il detto latino: attraverso le difficoltà si può arrivare fino alle stelle.

Si parte a Maggio e troveremo:


  • Madonna, Sylvia K. - Maggio 2017
  • Maria Callas, Amalia Mora - Giugno 2017
  • Audrey Hepburn, Roberta Zeta - Luglio 2017
  • Virginia Woolf, Lucréce - Settembre 2017
  • Frida Kahlo, Sara Ciprandi - Ottobre 2017
  • Coco Chanel, Elena Triolo - Gennaio 2018 

Inutile dirvi che già fremo per Virginia, Frida e la Callas!
E voi?
Avete qualche personaggio che vi interessa particolarmente?

Bene, per questa anteprima è tutto!
A risentirci nel prossimo post.


Con amore,
Svamps.

lunedì 24 aprile 2017

Assalto a Villa del Lieto Tramonto - Ovvero l'ultima avventura delle tre vecchiette più schizzate del mondo della letteratura

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli in questo lunedì che sa di mezza festa.

Il libro di cui vado a parlarvi oggi è il terzo volume in una trilogia targata Sonzogno, quindi l'ultima avventura delle nostre amabili protagoniste.
Colgo l'occasione per ringraziare la Sonzogno per la copia, in cambio di una mia onesta recensione.

Sto parlando di:


 Ehtoolehdon tuho
[copertina italiana ed originale a confronto]



[LA RECENSIONE E' SPOILER- FREE]

Titolo: Assalto a Villa del Lieto Tramonto
Titolo Originale: Ehtoolehdon tuho
Autore: Minna Lindgren
Pagine: 231 (Copertina flessibile)
Data di uscita: 16 Marzo 2017
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Prezzo: € 16,50

Villa del Lieto Tramonto non è più la stessa. Un avveniristico progetto di teleassistenza, combinato alle stravaganti invenzioni della domotica, ha scombussolato ritmi e abitudini della residenza per anziani alla periferia di Helsinki. Che fare se il frigorifero parlante ripete all'infinito la lista degli alimenti in scadenza? Come intrattenere il robottino da compagnia per evitare la raffica dei suoi stupidi quiz? Tra una partita di canasta e un caffè solubile, sono questi i nuovi argomenti di conversazione di Siiri, Irma e Anna-Liisa, le tre arzille e affiatate amiche che mai avrebbero immaginato - a novant'anni suonati - di doversi difendere dai minacciosi prodigi della tecnica. Da quando il personale in carne e ossa è stato licenziato, gli ospiti del Lieto Tramonto comunicano con l'esterno attraverso sofisticate e irritanti pareti intelligenti, mentre le macchine si occupano di tutto. Ma chi controlla dal cloud questa fredda tecnologia e chi lucra sul suo massiccio impiego? I dubbi si infittiscono nell'impavido e inseparabile terzetto di nonnine dopo la comparsa di misteriosi volontari: si presentano come fervidi credenti, ma la loro ostinazione nel racimolare donazioni in denaro è a dir poco sospetta. Per fare luce sulle loro reali intenzioni serviranno tutto il sangue freddo di Siiri, la spensierata vaghezza di Irma, l'acume di Anna-Liisa... e un inatteso aiuto della cara, vecchia Madre Natura. 


Dopo Mistero a Villa del Lieto Tramonto e Fuga da Villa del Lieto Tramonto (che, confesso, resta il mio preferito della trilogia), arriva il terzo ed ultimo volume della saga di Helsinki che con toni dolceamari, ed anche molto realistici ci catapulta di nuovo nella casa di riposo per anziani più strapazzata del mondo.

E' nuovamente tempo di lavori edilizi, tutta la struttura è stata rimaneggiata completamente ed ora è TUTTO tecnologico. TUTTO. Qualsiasi cosa possa venirvi in mente, anche quella è tecnologica.
Capirete quindi, che trauma è per le nostre tre vecchiette avere a che fare con pareti parlanti che ti citano la bibbia e tengono conto di quanti minuti effettivi dormi per notte (CHE ANSIA!).

Siamo a due anni dalla fine di Fuga da Villa del Lieto Tramonto, e Siri, Annaliisa ed Irma sono tornate a vivere nella casa di riposo, dopo aver passato un periodo da coinquiline nell'appartamento del marito di Siri, Onni (quello che pigliava i soldi dalla malavita ed aveva un giro di prostituzione, ricordate XD ).

Tutto è cambiato. Tutto è sospetto. E' come stare sotto il costante occhio del Grande Fratello, ogni loro parametro vitale è monitorato, ogni loro azione è registrata, ogni medicina presa è accuratamente prescritta e calibrata. Tutto è svolto da macchine, non ci sono più essere umani nella struttura, niente più inservienti, segretarie, infermieri e dottori, niente; solo una manica di pazzi invasati che si professano 'volontari' ma che in realtà abbiamo più l'impressione che se ne vadano in giro ad ammazzare i vecchietti.


Ed è proprio questo il problema. Inspiegabilmente alcuni ospiti della residenza iniziano a morire e toccherà ancora una volta alle nostre tre vecchiette risolvere il mistero che si cela dietro questa loro prigione tecnologica.

Devo ammettere che rispetto ai primi due, ho avuto più difficoltà a finire questo volume, forse colpa dei crescenti problemi di salute delle nostre protagoniste, delle loro riflessioni su religione e tecnologia, forse colpa di un mistero che ha iniziato a dipanarsi solo oltre la metà del romanzo.
Si affrontano dei temi importanti, e la Lindgren attraverso la voce delle sue nonnine pone l'accento su problemi della società, come l'abbandono delle persone anziane e il loro conseguente alienarsi in strutture come Villa del Lieto Tramonto. (Ricordiamo la pubblicità - credo però tedesca - del vecchietto che si fingeva morto per riunire tutta la famiglia che si era dimenticata di lui.)



Alla fine il giudizio che ho dato al romanzo è stato di TRE STELLINE perché comunque si mantiene sulla stessa falsariga dei primi due volumi, però ho sempre l'impressione che manchi qualcosa alla narrazione o al filo della storia.
Anche se dopo tre libri, probabilmente è una questione di tratto finlandese, se così possiamo dire. Nel senso che è proprio il modo di Minna Lindgren di narrare le cose. I suoi sono dei gialli che però non sono proprio gialli nel senso stretto del termine, come potremmo intenderlo noi. (Alla Agatha Christie o alla Montalbano per esempio.)
Quindi diciamo che in teoria il problema non sussiste.
Bisogna solo avere un po' di pazienza e non aspettarsi una caccia all'assassino nei termini classici.

Per il resto ho adorato le vecchiette ed un po' mi mancheranno.
Spero di diventare così con le mie migliori amiche, a fare battutacce, parlare di malanni e mangiare tanta toorta.

E voi lo avete letto?
Vi è piaciuto?

A risentirci nel prossimo post!


Con amore,
Svamps.

giovedì 20 aprile 2017

Rip - Recensioni in Pillole #41

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli!
Dopo quella che sembrava un'eternità, torno con una nuova recensione in pillole.


Per chi fosse nuovo:

"Eccoci qua di nuovo, di venerdì con la nostra adorata rubrica delle recensioni in pillole, per chi come me e voi, nel pieno del weekend, si scoccia di leggere post uberlunghi sugli ultimi libri che ho letto."
[Intro base della rubrica] (però non è detto che la recensione vada online sempre e solo di venerdì)

Per il mio compleanno, come ben sapete perché vi ho assillati su instagram, mi sono stati regalati tantissimi bei libri, tutti scritti da donne e che parlano di donne.
Questa cosa mi ha entusiasmato tantissimo e ne ho già letti parecchi.
Di alcuni vi farò delle rip e di altri la recensione vera e propria.
State pronti!

Indi per cui bando alle ciance e ciancio alle bande che oggi vi parlo di:


- Niente donne perfette per favore. Lettere di profonda superficialità. di Jane Austen

 
[Vi mostro sia il fronte che il retro del pacchetto perché 
è una cartolina spedibile e la trovo una cosa fantastica!]



L'Orma ha deciso di pubblicare tutta una serie di 'pacchetti' con raccolte epistolari delle figure più importanti della storia, tra cui figurano oltre alla Austen, Charlotte BrontëVirginia Woolf, Mary Shelley, Emily Dickinson, Marie Curie, ma anche Pessoa, Gramsci, Nietzsche, insomma ce n'è per tutti i gusti!

In questo volumetto troviamo racchiusa la corrispondenza tra Jane e sua sorella Cassandra (la quale non si capisce perché, ha bruciato più di trecento lettere, e quindi quello che leggiamo è ciò che è riuscito ad arrivare fino ai giorni nostri - Ve lo dico io, Cassandra c'aveva le cose sue e quella mattina le giravano i coglioni e per sfogare doveva dare fuoco a qualcosa e ha deciso di usare le lettere di Jane XD ), ma anche con sua nipote Anna e suo fratello Francis.

Abbiamo modo così di conoscere uno spiccato di vita quotidiana di una delle autrici più famose della storia della letteratura, che con sagacia ed ironica, ci permette di sbirciare nelle sue giornate, nei suoi momenti di riflessione, nel suo dare consigli sul modo di scrivere (ad Anna in particolare che aspirava a diventare scrittrice come lei).
Troviamo una Jane a volte frivola, a volte pettegola, insomma per me che l'ho sempre considerata molto fiera e quasi rigida nelle sue idee di libertà, è come se si fosse spogliata di un velo di regalità, acquisendo sembianze umane.
Per citare le parole di Rochester a Jane nel film del 2011: "Sei diventata un essere umano Jane?" "In tutta coscienza, credo di si."
Ecco per me ora Jane è diventata un po' più umana, più vicina a me, per quanto un pilastro della letteratura possa essere considerato 'vicino' a me XD

Conosco ancora così poco di questa grande scrittrice eppure mi piace assaporare le cose che la riguardano a spezzoni, a bocconi piccoli, per avere sempre qualcosa di suo da leggere e custodire.
Non a caso mi mancano ancora da leggere due suoi romanzi, che mi riserverò forse per l'inverno prossimo.

Beh, non voglio annoiarvi con le mie paturnie ed i miei sproloqui. Volevo solo condividere con voi la gioia che ho provato nell'avere a che fare ancora una volta con un libro che coinvolgesse Jane Austen.
Spero che abbiate modo di leggerlo e avvicinarvi un po' di più a lei.

Nell'attesa, quasi quasi vado a rivedere Becomingi Jane, che ne dite?

Per questo post è tutto.
A risentirci nella prossima Rip.  


Con un amore,
Svamps.

giovedì 13 aprile 2017

La Cosa Smarrita di Shaun Tan

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Oggi recupero un'altra recensione e vi parlo di una graphic novel che mi ha lasciata un po' perplessa, ma che a livello grafico ho apprezzato moltissimo.

Sto parlando di...

 


[LA RECENSIONE E' SPOILER FREE]

TitoloLa Cosa Smarrita
Titolo Originale: Lost thing
Autore: Shaun Tan
Pagine: 32 (Copertina rigida)
Data di uscita: 16 Marzo 2017
Editore: Tunué

Collana: Mirari
Prezzo: € 16,00
La cosa smarrita è una narrazione breve e leggera immersa in una delle Piazze d'Italia di de Chirico con tratti steampunk. La cosa smarrita è una creatura casualmente incontrata sulla spiaggia, durante una passeggiata, da un ragazzo occhialuto e spettinato. Enorme, rossa, un artopode meccanico con le sembianze di una teiera. Una storia snella che si snoda con facilità tra le tematiche che illuminano l'universo Shaun Tan, come l'infinito, la solitudine, il tempo eccepito, il mistero, l'enigma e le strade da percorrere. Il protagonista senza nome cerca di comprendere l'origine della cosa ritrovata osservandola e interpretandola.

Sicuramente avrete sentito parlare di Shaun Tan per L'Approdo, stupenda opera muta e silenziosa sullo sbarco degli emigranti.
Anche con La Cosa Smarrita, Tan fa centro nello stupire il lettore, nell'ammaliarlo con la cura dei particolari, dei dettagli che si notano solo ad una seconda lettura, dell'accuratezza con cui è impaginato il tutto, quasi a ricordarci libri 'interattivi'(passatemi il termine) come Illuminae, Bats of Republic, o la valigia di Newt Scamander.

Un ragazzo trova una 'cosa' sulla spiaggia, mentre legge un libro sulla classificazione dei tappi e ne rimane affascinato.
La cosa altro non è che una enorme pseudo teiera metallica con dei tentacoli rossi da polpo, che quasi come un animale domestico abbandonato, si sente perso e subito si lascia avvicinare dal nostro protagonista occhialuto, un po' weirdo e nerd, che stupito dal fatto che qualcuno possa aver lasciato volontariamente, la cosa sulla spiaggia, prende a cercarne il legittimo proprietario.

Inizia così il vagare da un punto all'altro della città dei nostri due protagonisti, entrambi silenziosi, al fine di trovare il posto giusto alla Cosa Smarrita che nessuno vuole e dice di aver perso.
E questo vagare ci porta in tanti posti strani che ci fanno scoprire cose magiche e fantastiche che riusciremmo a vedere, se solo non fossimo così fossilizzati nei nostri stereotipi ed ottenebrati dal nostro monotono quotidiano.
Il messaggio di fondo probabilmente è proprio questo: andare oltre, guardare oltre, soffermarsi, rallentare, non tirare dritto davanti a qualcosa di diverso da quello a cui siamo abituati.
Per il protagonista è così naturale preoccuparsi per la cosa smarrita, vuole trovarle un posto a tutti i costi, vuole che sia al sicuro e che non si sente abbandonata.

Riusciamo a concepirla una cosa così?
Probabilmente no, siamo troppo impegnati, troppo ciechi, troppo distratti per capire davvero.

E' un'opera davvero particolare, che forse per la sua brevità mi ha lasciata un po' perplessa, ma anche perché è un qualcosa che va interpretato, con un'ultima battuta finale che ti porta a dare ragione al protagonista e che quindi mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca.

Ma forse era quello lo scopo dell'atmosfera surreale che permea le pagine ed i disegni.
Dovendo dare un giudizio, direi un TRE STELLINE perché forse mi concentro troppo sulla storia e poco sul resto, eppure ho l'impressione di essermi persa qualcosa di grande, che invece mi avrebbe fatto apprezzare di più l'opera nella sua totalità.

Voi l'avete letta? O magari avete letto L'Approdo?
Fatemi sapere!

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!


Con amore,
Svamps.

lunedì 10 aprile 2017

L'universo nei tuoi occhi [Recensione pseudo fiduciosa di Holding up the universe di Jennifer Niven]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
Iniziamo la settimana con la recensione di un romanzo letto a marzo e di cui vi ho già parlato nel wrap up.
Colgo anche l'occasione per ringraziare la De Agostini per avermi permesso di leggerlo.

Sto parlando di...

 


[LA RECENSIONE E' SPOILER FREE]

TitoloL'universo nei tuoi occhi
Titolo originale: Holding up the universe
Autore: Jennifer Niven
Pagine: 416 (Copertina rigida)
Data di uscita: 21 Marzo 2017
Editore: De agostini

Collana: Le Gemme

Prezzo: € 14,90
Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d'ordine di Jack Masselin, sedici anni e un segreto ben custodito. Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell'impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell'universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per farsi accettare dai suoi compagni. Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, un gioco che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due tipi più diversi di loro. Eppure... più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.

Allora... partiamo dal fatto che co' ste cazzo di tiritere melense sulle quarte di copertina dovete smetterla.
Che l'ha letta Fidanzato con voce impostata e sembrava stesse leggendo un Harmony.
Inoltre la copertina... wajù la copertina.
Ma Raccontami non vi ha insegnato niente?
Evidentemente no, visto che avete scelto di procedere con un ingrandimento della copertina del romanzo precedente.
Stessa combinazione di colori, stesso font, stessa ragazza probabilmente.
E io vi voglio bene, veramente, capisco che non volete cacciare i soldi per i diritti della copertina originale, ma allora fate una cavolo di copertina coerente.
La storia parla di una ragazza che pesa 150 kg. CENTOCINQUANTA (la gallina canta), non settanta, non sessanta, non cinquanta. CENTOCINQUANTA.

E allora perché mai c'è il primo piano di una ragazza con un collo più secco del mio che di kg ne peso cinquantatré ?
Volete tanto che tutti abbiano un libro in cui rispecchiarsi e blabla.
E cert, me la immagino una ragazza sovrappeso che va in libreria e le cade l'occhio sulla copertina e magari quel giorno le girano le palle e pensa: "Vaffanculo no. Non lo voglio un altro libro con una figacciona in copertina." E quindi non girerà mai il libro, leggendone la trama (melensa) sul retro. Non saprà mai che nel libro c'è una ragazza combattiva e forte, coraggiosa e tenace che ce l'ha fatta.
E perché? Perché la copertina originale, molto minimal e astratta no, ma la cicciona in copertina neanche e quindi ciao.
Attiriamo le persone facendogli credere che il libro è simile a Raccontami (ovviamente la prima a non leggerlo sarei stata io).
Quindi pollice in giù per la copertina.

Fortunatamente, conoscendone più o meno la trama, ed ignorandone la copertina, mi sono avvicinata a questo romanzo con la speranza di dimenticare quella terribile esperienza sensoriale di due anni fa che era stata la lettura di Raccontami di un giorno perfetto (che tutti avevano amato e che a me ha fatto veramente incazzare per quanto è diseducativo, se vi va, potete leggerne la recensione qui).

La storia è narrata dalle due voci protagoniste: Jack, Mister Popolarità e Libby, la ragazza nuova e cicciona.
I capitoli sono brevi, spesso non vanno oltre le due pagine, ci sono molte liste stilate dai personaggi (cosa che ho apprezzato perché amo le liste, farle, leggerle, correggerle e blabla) e la lettura scorre velocissima (vi basti pensare che l'ho letto in una mattinata).

Ma di cosa parla L'universo nei tuoi occhi?
Da un lato abbiamo Jack, che come appunto dicevamo prima, è uno dei cool kids della scuola (se non il più cool), affetto da un disturbo abbastanza grave che però lui non ha mai confessato a nessuno. Soffre infatti di prosopagnosia, ovvero l'incapacità del cervello di riconoscere i volti umani. Cosa comporta questa patologia?
Che Jack non riconosce praticamente nessuno, né i suoi familiari, né gli amici o i conoscenti. Nessuno.
Li guarda e magari capisce chi sono, ma non appena distoglie lo sguardo, dimentica tutto e deve ricominciare daccapo.

Infatti è stato molto significativo un paragone che lui fa per spiegarsi meglio: "Potrebbero rubarmi l'auto davanti agli occhi, allontanarsi e ritornare, fingendo di darmi una mano. Non me ne accorgerei neanche."

Ecco spero di aver reso l'idea.
Quindi il suo trucco è stato quello di diventare super popolare, di essere sempre una spanna sopra tutti e di focalizzarsi sui dettagli delle persone: per esempio la sua ragazza ha un neo finto disegnato sul sopracciglio, suo fratello piccolo ha le orecchie a sventola e i capelli super riccioluti, sua madre ha due modi diversi di portare i capelli (sciolti o raccolti). Insomma è una vita piuttosto stancante quella del figo con cui tutti vogliono parlare ma che non riconosce nessuno.

Dall'altro lato abbiamo Libby Strout, ex bambina più grassa d'America, che alla soglia dei 300 kg non riusciva più ad alzarsi dal letto ed i pompieri hanno dovuto demolire alcune pareti di casa sua per trarla in salvo. Da quando è successo, si è messa d'impegno per dimagrire e cercare di avere uno stile di vita più sano. Ha perso 150 kg ed il suo sogno è quello di ballare. E' forte, autoironica, sarcastica e corre come una scheggia. Fa tutte quelle cose che mai ti aspetteresti da una persona con la sua mole. A scuola quindi è LA RAGAZZA NUOVA, e dovrà fare i conti con quello che questo ruolo comporta.

I due si conoscono perché Jack, spinto dagli amici deficienti, fa uno scherzo crudele a Libby, la quale presa dalla cima di scirocco (le salgono i cinque minuti di follia in pratica), si ribella e gli molla un bel cazzottone in piena faccia (VAI LIBBY SEI TUTTE NOI).

Finiscono entrambi dal preside e come nella migliore delle commedie americane, dovranno scontare la punizione insieme.
Dove vorrà andare a parare secondo voi la Niven? Din din diiiiiin. Avete indovinato.

Ora, qual è il problema della storia? Proprio il fatto che la scrittrice abbia voluto a forza buttarci in mezzo la storia d'amore, perché l'amore ci salva e gnegne. Ecco, se avesse scritto le stesse cose, creando però tra i due personaggi una bellissima e fantastica amicizia e concentrandosi lievemente di più sul disturbo di Jack (che viene nominato in continuazione, ma forse affrontato poco seriamente), ci sarebbero state le basi per un libro veramente bello ed interessante.

Così com'è è solo carino, ma niente di che. Per certi versi mi ha ricordato molto My Mad Fat Diary e Voglio una vita a forma di me  (che ho recensito qui), ma non ha la verve e le palle dei due libri precedenti.

Quindi diciamo che il giudizio sulla Niven è che: è intelligente ma non si applica.
Si è meritata TRE STELLINE, ma siamo comunque molto avanti rispetto a Raccontami, quindi già solo per questo, pollice in su.

E voi?
Lo avete letto? Lo leggerete?
Fatemi sapere!

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!


Con amore,
Svamps.

giovedì 6 aprile 2017

Ritorno da te [senza niente da dire, senza troppe parole, ma con in mano un raggio di luce fotonica per teeeee]

Buongiorno e ben trovati svampitelli belli.
In questo giovedì che sa tanto di weekend voglio parlarvi meglio di un romanzo letto a marzo di cui vi ho parlato già brevemente nel wrap up (che se vi va, potete trovare qui).

Sto parlando di...

 Torn (A Wicked Trilogy Book 2) (English Edition) di [Armentrout, Jennifer L.]
[Copertina italiana ed originale a confronto]


[LA RECENSIONE E' SPOILER FREE]

TitoloRitorno da te
Titolo originale: 
Autore: Jennifer Armentrout
Pagine: 359 (Copertina rigida)
Data di uscita: 2 Marzo 2017
Editore: Editrice Nord

Collana: Narrativa Nord

Prezzo: € 16,90
Ivy Morgan pensava di avere tutto sotto controllo, di aver eretto una barriera impenetrabile tra sé e il resto del mondo. Ma le sue difese sono crollate nel momento in cui ha incontrato Ren Owens. Coi suoi penetranti occhi verdi e il sorriso da sbruffone, Ren ha fatto breccia nel cuore di Ivy, conquistandosi la sua fiducia. Anche perché, con lui, Ivy può finalmente condividere ogni aspetto della sua vita: Ren infatti è membro dello stesso, antichissimo Ordine di cui fa parte lei, perciò capisce benissimo che cosa voglia dire passare le giornate all'università e le notti a combattere contro il Male che si cela tra le strade di New Orleans. Però tutto cambia nel momento in cui Ivy scopre un segreto che la sua famiglia si tramanda da generazioni, un segreto che non può rivelare ad anima viva, neppure a Ren. Perché, se lui ne venisse a conoscenza, dovrebbe ucciderla. Ben presto, quindi, Ivy sarà costretta a fare una dolorosa scelta: mentire all'uomo che ama e mettere in pericolo tutto ciò per cui hanno lottato insieme, o sacrificare se stessa per la salvezza del mondo intero...


Ecco, ora se mi seguite da un po', sapete che due estati fa ho letto Lontano da te (Wicked) e non lo avevo particolarmente apprezzato, ma siccome sono scema, ho deciso di leggerne il seguito e con un buon 80% di probabilità, leggerò anche il terzo.

Questo sempre perché sono cogliona. Ma vabbé...
Nel caso vi siate persi la mia recensione del primo, potete trovarla qui.

Siccome vale anche per questo volume, la stessa introduzione di quello precedente, ve la copincollo bella pari pari:
Al contrario di quanto era stato fatto per la saga The Dark Elements, dove si è cercato di tenere fede quanto più possibile a titoli e copertine, lo stesso non è avvenuto per questa saga.Principalmente mi concentrerei sul titolo che da (Wicked) Torn è diventato (Lontano da te) Ritorno da te, che a mio parere non ci azzecca un bel niente.
Mi sembra, infatti, il titolo di un romance di Colleen Hoover piuttosto che di un urban fantasy dove ci sono dei cazzutissimi cacciatori che sterminano gli elfi cattivi a suon di calci rotanti!La copertina originale mi ricorda molto quella di Mara Dyer di Michelle Hodkin e della saga Of Poseidon di Anna Banks e non mi convince appieno, ma quella italiana è andata proprio fuori tema.Concentra tutta l'attenzione sui due volti (di nuovo le faccione in primo piano!) e sull'aspetto romance che potrebbe uscirne.
Quindi non ci siamo.Mi spiace, ma così non va.


Bene, ci eravamo lasciati alla fine del primo volume con una bella rivelazione finale (che per molti di voi magari è stata scioccante, ma io lo avevo capito tipo a metà insomma).
Per non essere troppo spoilerosa, diciamo che ci eravamo lasciati con lo stesso finale di Crown of Midnight di Sarah J. Maas.
Ecco, mettiamola così.

Ritroviamo Ivy, distrutta per la recente scoperta e per il tradimento subito, consapevole che ora dovrà mentire a tutti, ma soprattutto a Ren (che avevamo iniziato ad apprezzare, nonostante le parolacce e le frequenti allusioni sessuali - oggesu sono come Ren allora!!!).

Ricordiamoci che il bello e dannato Ren, dagli occhi verdi e le piante rampicanti tatuate addosso (che scendono inesorabilmente verso il pisellozzo come con Roth e il tatuaggio di Bambi), fa parte dell'Ordine, il quale ha il compito di togliere di mezzo la minaccia degli elfi e del mezzosangue.

A renderle la vita lievemente più simpatico, c'è il nostro amato Campanellino (il mio personaggio preferito), un folletto salvato tempo addietro da Ivy, che ora staziona fisso a casa sua, maratonando serie tv e comprando tutto su Amazon (con la carta di credito di Ivy).
Ma non lasciatevi ingannare!
E' vero che data la sua statura e la sua dipendenza da accumulo seriale, tendiamo a sottovalutarlo, ma avrà modo di farsi valere e di mostrare a tutti le sue qualità!

Nel contempo però, c'è la minaccia del Principe e del mezzosangue, dei portali da aprire e di un segreto ben custodito che aspetta solo il momento giusto per essere rivelato ed è stato proprio la risoluzione del mistero a piacermi molto. 
Tralasciando che il Principe sembra andare a braccetto con la follia di Amarantha, il resto dei personaggi però è un po' sottotono.
La trama, già parzialmente dipanata alla fine del primo romanzo, in questo secondo tomo non è riuscita a coinvolgermi del tutto.
Ero sopraffatta dai pipponi mentali di Ivy e da tutti i suoi interludi sessuali con Ren (che continuano ad irritarmi, però ormai un po' ci ho fatto l'abitudine. E' proprio lo stile della Armentrout che è così, non possiamo farci niente).
La lettura è stata molto veloce e scorrevole, come sempre con la Amrnetrout, mancano le descrizioni e il tutto si riduce quasi sempre a dialoghi o a riflessioni introspettive (che riguardano morte e sesso ma vabbé, non possiamo avere tutto dalla vita).

Ovviamente da masochista leggerò il terzo perché sono curiosa di sapere cosa succede, in special modo che fine farà quel povero Campanellino, ma non è una serie che consiglierei a chi legge roba decisamente più fantasy, ed intendo vero fantasy/urban fantasy.

Questa saga è ottima quando si ha bisogno di svagarsi un po', tra l'erotismo e quel tocco di soprannaturale che non ci fa cadere preda degli Harmony.

Il giudizio finale è quello di TRE STELLINE un po' regalate, ma l'ho letto poco prima del mio ultimo esame e mi ha strappato un sacco di risate, quindi questo gli ha fatto guadagnare punti, perché ero sempre sull'orlo di una crisi di pianto ed avevo proprio bisogno di ridere.

E voi? Lo avete letto?
Lo leggerete?

Tra l'altro della Armentrout vorrei leggere la saga che sta pubblicando la Harper Collins, ma non ne sono ancora del tutto certa. Vi terrò aggiornati in ogni caso.

Per oggi è tutto, ci sentiamo alla prossima recensione!


Con amore,
Svamps.